12 settembre
2016

Il CEF aderisce al progetto "ProTetto: Rifugiato a Casa Mia"

Il CEF aderisce al progetto "ProTetto: Rifugiato a Casa Mia"

Anche la diocesi di Novara ha risposto all'appello di Papa Francesco, lanciato nell'autunno scorso per rispondere alla sempre più drammatica necessità di accoglienza dei profughi. 

Il progetto “ProTetto: Rifugiato a Casa Mia” della Caritas Italiana ha trovato in questi mesi una definizione giuridica e socialmente attuabile per tutte le realtà coinvolte. Il progetto è rivolto ai migranti che hanno richiesto e ottenuto il diritto di asilo, essendo stata loro riconosciuta la protezione e che quindi hanno definito in modo chiaro la loro presenza in Italia. D'altra parte l’obiettivo è quello di realizzare "integrazione e accoglienza diffusa" per far crescere nelle famiglie, nella Chiesa e nelle comunità cristiane un maggior senso di solidarietà, accoglienza e condivisione testimoniando una cultura per i valori umani fatta di relazioni e incontri.

Il progetto coinvolge parrocchie, istituti religiosi, famiglie, volontari e associazioni territoriali. All'atto pratico, parrocchie e istituti religiosi che hanno risposto al progetto mettono a disposizione dei beneficiari stanze, mini appartamenti autonomi o in condivisione. Alla famiglia tutor, che per sua natura è luogo di accoglienza, solidarietà e condivisione, va il ruolo di perno e di punto di riferimento del rifugiato che beneficia di questa iniziativa: il progetto prevede che la famiglia accolga il beneficiario (così è definito il rifugiato individuato per il progetto) nell’ambiente familiare, sia presente nella sua vita con telefonate, visite, inviti a pranzo o cena, attività nel tempo libero, cerchi di favorirne l'instradamento professionale e l'autonomia economica e crei situazioni positive nel percorso di accoglienza in modo da permettergli di inserirsi gradualmente nel contesto sociale. 

A Novara sono 13 i beneficiari di questo progetto, ragazzi tra i 18 e 30 anni provenienti da vari paesi delle aree nord e centro Africa e da alcuni paesi del sud dell'Asia. Sono stati ospitati in piccoli appartamenti messi a disposizione da varie parrocchie della città e accolti da 13 famiglie tutor che, con entusiasmo e amore genitoriale, li seguono in percorsi scolastici di lingua italiana e soprattutto nell'acquisizione di competenze professionali accompagnandoli nel loro tragitto di integrazione sociale e culturale. Al progetto partecipano anche volontari e associazioni presenti sul territorio: creano una rete di relazioni intorno alla famiglia referente e danno disponibilità di tempo, competenze al beneficiario (per esempio corsi di italiano, accompagnamento a eventuali appuntamenti, coinvolgimento in attività, iniziative sul territorio…).

Come realtà presente sul territorio novarese anche il Centro Europeo di Formazione, società del Gruppo Ebano di cui è presidente Carlo Robiglio, ha aderito al progetto “ProTetto: Rifugiato a Casa Mia” finanziando ai beneficiari corsi per l'apprendimento della lingua italiana, indispensabile per l'inserimento sociale, ed erogando corsi di formazione professionale per l'acquisizione di nuove abilità e competenze.